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Come si riproducono i gatti In evidenza

Le gatte, soprattutto se vivono in casa, hanno perso ormai la loro stagionalità dei calori e tendono ad avere estri in tutto il periodo dell’anno. Per estro si intende un periodo di 5-6 giorni in cui la gatta è recettiva al maschio e si può riprodurre.

Le gatte sono animali poliestrali ovvero hanno più estri consecutivi per ogni stagione riproduttiva. Questo significa che qualora una gatta non si accoppi o non rimanga gravida continuerà ad avere estri in successione ogni 15-21 giorni.

 

Prima di essere disponibile ad accoppiarsi una gatta, soprattutto se ha accesso al giardino, richiamerà numerosi pretendenti comunicando loro l’avvicinarsi dell’estro sia attraverso il rilascio di particolari sostanze odorose contenute nelle urine sia attraverso il suo comportamento.

In questa fase la gatta è generalmente più attiva, miagola insistentemente, si struscia su qualsiasi oggetto e si rotola per terra continuamente.

 

Nei primi giorni gli approcci dei maschi pretendenti vengono scoraggiati immediatamente dalla gatta che reagisce al loro avvicinarsi con graffi e soffi per cui i più esperti si terranno a debita distanza.

Durante questa fase i maschi per accaparrarsi il diritto all’accoppiamento si affrontano in estenuanti combattimenti, con morsi, graffi e forti lamenti. Si studiano fra avversari muovendosi lentamente e minacciosamente ma senza allontanarsi mai troppo dalla gatta in calore. Sono proprio queste risse, talvolta anche molto aggressive che fanno si che i maschi non sterilizzati riportino ferite gravi o addirittura contraggano malattie infettive anche molto pericolose (Immunodeficienza Felina).

 

Quando la femmina finalmente acconsente assumerà una posizione accucciata con il dorso sollevato e la coda deviata di lato e solo in questo momento avverrà l’accoppiamento. 

L’accoppiamento durerà pochi istanti e termina sempre con la femmina che si rivoltà nervosamente verso il maschio.

Durante i giorni dell’estro la femmina si accoppierà più volte e potrà farlo anche con maschi diversi.

 

Il termine dell’estro coincide spesso con l’inizio di una gravidanza che nelle prime settimane sarà praticamente insospettabile fintanto che il profilo dell’addome della gatta comincerà a modificarsi. La gravidanza dura all’incirca due mesi e nelle ultime tre settimane l’addome comincia ad aumentare di volume, proporzionalmente al numero dei feti, le mammelle si gonfiano di latte e la mamma gatta comincerà a riposare di lato.

Negli ultimi giorni di gravidanza la gatta risulterà più nervosa, la vedremo leccarsi con molta più frequenza le mammelle e la regione dei genitali e comincerà a cercarsi una tana sicura dove poter partorire i suoi gattini.

 

Per le gatte di casa generalmente il luogo che preferiscono per partorire si trova nella stanza della persona di casa a cui sono più legati, spesso dentro un armadio rimasto socchiuso, dentro una scatola o addirittura dentro il letto.

Il travaglio durerà alcune ore, a seconda del numero dei gattini. Ogni cucciolo impiegherà circa un quarto d’ora per nascere.

Alcune gatte durante il parto ricercano e gradiscono la compagnia dell’essere umano, mentre altre, più riservate, non andrebbero affatto disturbate ne durante il parto ne durante i primi giorni di allattamento poichè si corre il rischio che sentendosi minacciate possano prendere in bocca i loro mici e spostarli in un altro luogo più sicuro.

Ultima modifica ilMartedì, 22 Gennaio 2013 23:07
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